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5 Settembre 2023A pochi giorni dall’uscita sul grande schermo del nuovo film di Greta Gerwing, Barbie, l’azienda produttrice della bambola più famosa al mondo ha deciso di scagliarsi contro la nota casa di moda di lusso con sede a Londra. Il motivo? Il nuovo logo “BRBY” del brand inglese, giudicato dalla Mattel confondibile, dal punto di vista visivo e fonetico, con il nome della bambola.
Nel luglio del 2022 Burberry Limited ha deciso di depositare, avanti allo United States Patent and Trademark Office (USPTO), una nuova domanda di marchio (i cui dettagli emergono dall’immagine sopra riportata) per il segno denominativo “BRBY”: un nuovo logo che vede cadere le vocali del marchio Burberry per approdare, come nuova signature, sui capi e sugli accessori della nota griffe inglese.
Una scelta, questa, che non ha lasciato indifferente l’azienda produttrice della bambola giocattolo più venduta al mondo, la Barbie.
In risposta alla domanda di deposito presentata dalla Burberry Limited, infatti, lo scorso 26 giugno, la Mattel ha depositato un avviso di opposizione avanti al Trademark Trial and Appeal Board (TTAB) statunitense, sostenendo che si troverà senz’altro a subire un danno se lo USPTO consentirà alla domanda di marchio in esame di proseguire nel proprio iter di registrazione.
A fondamento della propria opposizione, il colosso dei giocattoli della California meridionale lamenta un elevato rischio di confusione per i consumatori, derivante dall’uso/registrazione non autorizzato, da parte della Burberry Limited, del marchio “BRBY”.
A tal proposito, infatti, la Mattel mette in evidenza l’elevata somiglianza sussistente tra i marchi “BRBY” e “BARBIE”: tali segni, difatti, risultano «simili da un punto di vista visivo» ed «identici sotto il profilo fonetico, quando vengono pronunciati ad alta voce».
Inoltre, l’opponente sostiene che i prodotti rivendicati nelle classi 18 e 25 dalla domanda di marchio statunitense n. 97512109 “BRBY” di titolarità della Burberry Limited si sovrappongono direttamente a molti dei prodotti/servizi in relazione ai quali il marchio “BARBIE” viene utilizzato.
La Mattel, infatti, afferma di aver utilizzato (e di utilizzare tutt’oggi) «il marchio registrato “BARBIE” in relazione a borsette, ventiquattrore, valigie, un’ampia gamma di articoli di abbigliamento e vestiario, calzature e cappelleria: tutti prodotti che si propone di offrire anche controparte per mezzo del marchio “BRBY”».
In aggiunta a quanto sopra, l’azienda produttrice di giocattoli sostiene che i prodotti, i clienti e i canali di marketing di Burberry si sovrappongono così strettamente ai propri che la maison di monda inglese ha un’elevata probabilità di indurre in errore i consumatori circa la fonte di provenienza di qualsiasi prodotto recante il marchio “BRBY”.
Oltre al lamentato rischio di confusione, la Mattel si oppone alla registrazione del marchio “BRBY” anche per motivi di diluizione, affermando che essa (oltre alle sue società collegate) si è impegnata in pubblicità, promozione ed utilizzo del segno distintivo “BARBIE” per più di sessant’anni.
Non ci resta, dunque, che attendere di sapere se lo USPTO riterrà ammissibile la procedura di opposizione depositata dalla Mattel nei confronti della domanda di marchio statunitense n. 97512109 “BRBY” (parola) di titolarità della Burberry Limited e se, di conseguenza, tale domanda sarà, o meno, in grado di proseguire nel proprio processo di registrazione.
Ad oggi, ciò che è certo è che il tempismo della vicenda sembra non essere del tutto casuale: grazie all’uscita nelle sale del film “Barbie”, la bambola più amata e famosa di sempre è al centro dell’attenzione mondiale.



