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8 Settembre 2023Nel corso della Worldwide Developers Conference (WWDC) tenutasi in California lo scorso giugno, Apple ha annunciato il suo primo visore per la realtà mista: il Vision Pro.
Il dispositivo, che assicura di garantire un’esperienza coinvolgente, con un ambiente virtuale totalmente sotto il controllo dell’utente, rischia di fomentare nuove “battaglie” tra la multinazionale statunitense con sede a Cupertino e la società cinese Huawei.
C’è stato un tempo in cui i due colossi mondiali si sono scontrati per il dominio del mercato della telefonia: l’azienda cinese è stata più volte accusata di rifarsi in maniera pedissequa ai prodotti Apple, sia nel design che nelle caratteristiche dei prodotti offerti in vendita.
Oggi, con la Huawei sempre più lontana dal mercato occidentale della telefonia, l’oggetto della contesa è rappresentato da un nome: “Vision Pro”, appunto. L’azienda cinese, infatti, avrebbe depositato il marchio “Vision Pro” il 16 maggio 2019 e, di conseguenza, potrebbe impedire ad Apple di utilizzarlo per commercializzare in Cina il suo nuovo “gioiellino”.
Il certificato di registrazione n. 38242888 concesso dal China Patent & Trademark Office assegna a Huawei l’utilizzo esclusivo del marchio “Vision Pro” fino al 27 novembre 2031 con riferimento ai prodotti appartenenti alla classe 9 della vigente Classificazione di Nizza (i.e. dispositivi fotografici, cinematografici e di segnalazione, apparecchiature radio, TV LCD, dispositivi di realtà virtuale da indossare etc.).
Attualmente, l’azienda cinese possiede due linee di prodotti contraddistinte dal segno “Vision Pro”: la serie Vision Smart Screen – vale a dire una linea di smart TV che funzionano con HarmonyOS e supportano la risoluzione 4K, le funzioni AI e le videochiamate – e quella Vision Glass, costituita dai primi occhiali intelligenti di Huawei, in grado di collegarsi – tramite USB – agli smartphone e visualizzare chiamate, notifiche e contenuti multimediali.
Neanche il tempo di presentarlo alla WWDC, che l’azienda di Cupertino potrebbe, dunque, essere costretta a battezzare nuovamente il proprio Vision Pro. Quantomeno in Cina.
Il marchio di Huawei, infatti, ben potrebbe rappresentare un problema per Apple, nel caso in cui quest’ultima desiderasse vendere il suo nuovo dispositivo nella Repubblica Popolare: in assenza di un accordo con la società competitor o di una modifica del nome del dispositivo, la multinazionale statunitense potrebbe, con ogni probabilità, andare incontro a controversie legali e, nel peggiore dei casi, ad un divieto di vendita del Vision Pro.
Certamente, il colosso americano potrebbe anche decidere di non commercializzare il Vision Pro in Cina. Tuttavia, a giudicare dal numero di giornalisti, sviluppatori e influencer cinesi presenti alla Worldwide Developers Conference di giugno, quest’ultima sembra senz’altro l’ipotesi meno probabile: quello della Repubblica Popolare è, infatti, un mercato troppo promettente e troppo vasto per potervi rinunciare.
Non ci resta, quindi, che attendere di vedere quali saranno le prossime mosse dell’azienda di Cupertino per capire quelli che saranno gli sviluppi della vicenda in analisi. Ciò che, ad oggi, appare certo, però, è che non è la prima volta che Apple si trova ad affrontare problemi di utilizzo dei propri marchi in Cina. Nel 2012, ad esempio, dopo esser stata citata in giudizio per violazione dei diritti di proprietà intellettuale, la multinazionale americana ha pagato una somma di denaro all’incirca pari a 60 milioni di dollari a favore dell’azienda cinese Proview per poter utilizzare, nella Repubblica Popolare, il segno distintivo “iPad”, registrato nel 2000 dalla società attrice.


