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18 Maggio 2023Come ogni anno, Brand Finance, la principale società di consulenza per la valutazione degli asset intangibili, ha pubblicato il report che conduce ogni anno attraverso oltre 5mila valutazioni finanziarie in tutti i settori.
Dal report si evince che la crisi del settore tecnologico ha fatto perdere miliardi ai marchi di maggior valore al mondo.
Nonostante rimanga comunque quello di maggior valore, con una stima totale di almeno 1.2 triliardi di dollari (circa il 15% del totale dei brand analizzati dal report), il settore tech ha visto calare del 6% il proprio valore nel corso dell’anno.
Il settore retail rimane invece al di sopra della soglia dei 1.000 miliardi di dollari di valore, posizionandosi al secondo posto della classifica stilata dal report.
Il boom degli e-commerce durante la pandemia, ha permesso al commercio al dettaglio di superare lo scorso anno, per la prima volta, la soglia del valore del triliardo, mantenendo questo valore per il secondo anno di seguito. Nonostante l’importante risultato, il retail ha visto ridursi di circa il 9% il valore dei relativi brand nel corso dell’anno, così come successo al settore tech. La diminuzione di valore è data dalle difficoltà create dalla contingenza socio-economica, dalla crisi delle materie prime e dalla mancanza di personale.
Si posiziona al terzo posto il settore bancario che, al contrario dei primi due settori in classifica, continua a crescere del 4% all’anno, portando da 64 a 72 i brand presenti nella classifica dei 500 di maggior valore.
A seguito della crisi pandemica, infatti, in settore ha subito una forte trasformazione digitale, anche su richiesta dei propri clienti. Per questo, i brand bancari hanno cominciato a creare app, offrendo per altro un’ampia gamma di servizi, che hanno evidenziato l’uso innovativo della tecnologia e permettendo di aumentare negli utenti una percezione molto positiva.
A livello nazionale gli Stati Uniti continuano il loro dominio nel ranking, inserendo ben 202 brand tra i 500 di maggior valore al mondo, con un impatto di metà del mercato totale (circa 40 triliardi di dollari).
La Cina continua a posizionarsi al secondo posto, con un valore totale dei propri brand che si attesta a circa 1,4 triliardi di dollari, con una diminuzione di circa il 9% rispetto allo scorso anno.
E l’Italia? Il valore complessivo del made in Italy si è rafforzato a livello globale, incidendo per ben 17 miliardi di dollari, un aumento del 10% rispetto agli scorsi anni.
La moda continua a farla da padrona, inserendo Gucci come primo brand italiano in classifica al 109esimo posto, seguito da Prada, 490esimo classificato.
Anche il settore delle utilities cresce, con Enel che si posiziona al 171esimo posto ed ENI, al 206esimo posto.
Il settore automobilistico invece, è rappresentato solamente da Ferrari, 304esima.
La versione gratuita del report è scaricabile da questo link, mentre è possibile visionare le tabelle riassuntive e le diverse classifiche da qui.



