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12 Aprile 2022Periodicamente salgono agli onori della cronaca nel mondo della musica, travalicando il muro che separa gli addetti ai lavori dal pubblico, contestazioni a proposito dell’originalità dei brani (plagi musicali) che raggiungono la (e restano per molto tempo in) vetta alle classifiche. Come dimenticare lo scalpore di plagi musicali italiani che, ormai decenni fa, ha generato la controversia che ha visto contrapporsi Al Bano e Micheal Jackson?
L’ultima artista ad affrontare contestazioni di plagio musicale dei propri brani è la cantante e compositrice londinese Dua Lipa, che, dopo il debutto, nel 2017, con l’omonimo album, ha continuato a raggiungere record moltiplicando il proprio successo a livello internazionale, trasformandosi da popstar a icona nell’ambito della moda e del costume.
In particolare, nel solo mese di marzo 2022, la cantautrice è stata protagonista di due distinti procedimenti legali, entrambi aventi ad oggetto una presunta violazione di copyright (diritto d’autore) da parte della hit “Levitating”, singolo dal successo mondiale contenuto nell’album del 2020 “Future Nostalgia”.
In particolare, il primo ricorso è stato presentato lo scorso 1° marzo, davanti alla Corte Federale di Los Angeles, dalla band statunitense Artikal Sound System (anche nota semplicemente come “Artikal”), titolare di diritti d’autore sulla hit reggae “Live Your Life” del 2017 che risulterebba essere la canzone plagiata dalla cantante. In tale contesto, i legali della band hanno sottolineato come “i due brani sono così simili che è davvero improbabile che “Levitating” sia stata creata indipendentemente” e che, quindi, l’artista convenuta in giudizio avrebbe “ascoltato e copiato “Live Your Life” prima e durante il periodo in cui stava scrivendo “Levitating””.
Soltanto tre giorni dopo, i due noti cantautori statunitensi Lawrence “Larry” Russell Brown (“L. Russell Brown”) e Sandy Linzer hanno promosso una seconda azione legale per canzoni plagiate nei confronti della stessa artista britannica davanti alla Corte di New York lamentando come il singolo “Levitating” violerebbe i diritti d’autore sulla melodia iniziale dei brani “Wiggle and Giggle All Night” del 1979 e “Don Diablo” del 1980, interpretati, rispettivamente, dai cantanti Cory Daye e Miguel Bose. Nel caso di specie, le accuse di plagio sono state basate, da un lato, sull’assunto che le iterazioni della melodia centrale di “Levitating” siano sostanzialmente simili a quelle dei suddetti brani in quanto “le note si muovono nella stessa direzione, con gli stessi intervalli e ad un ritmo quasi identico”, e, dall’altro, sulle dichiarazioni rilasciate da Dua Lipa con riferimento al singolo contestato: l’artista avrebbe, infatti, a più riprese, dichiarato di aver “deliberatamente emulato epoche precedenti” e “preso ispirazione dalla musica storica per il suono “retrò” dell’album del 2020”.
Pertanto, a detta dei legali dei due artisti statunitensi, “nel cercare l’ispirazione nostalgica, i convenuti in giudizio hanno copiato la creazione dei ricorrenti senza darne merito. I querelanti fanno causa in modo che i convenuti non possano prendere le distanze dalla loro violazione intenzionale”.
Il corpus normativo principe in tema di protezione del diritto d’autore, negli Stati Uniti, è il Copyright Act del 1976, che nella sua definizione riconosce al titolare di copyrights taluni diritti di proprietà esclusivi sull’opera, come “il diritto esclusivo di riprodurre, adattare, distribuire, mostrare ed eseguire” (§ 101). Inoltre, secondo altre disposizioni del suddetto testo di legge, allo scopo di poter lamentare la violazione di diritti d’autore è necessario, innanzitutto, che sussista una “somiglianza sostanziale” tra le opere in questione. In concreto, allo scopo di poter far valere la propria pretesa in merito alla violazione di diritti d’autore, l’attore è chiamato a dimostrare, cumulativamente, in giudizio:
- che il convenuto ha avuto accesso all’opera dell’attore;
- che l’opera del convenuto è sostanzialmente simile alle forme/espressioni dell’opera dell’attore protette da copyrights.
I ricorrenti coinvolti nei due distinti procedimenti legali di plagio musicale hanno provato a dimostrare il requisito della “somiglianza sostanziale” sostenendo, in particolare, che Dua Lipa abbia avuto accesso ai contenuti musicali di propria titolarità e che, quindi, sia avvenuta una “duplicazione” delle melodie in questione, attraverso la riproduzione dei medesimi suoni, accordi e ritmi nel contestato singolo “Levitating”.
Sul punto, l’artista britannica non ha – almeno per il momento – rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale con riferimento agli eventi che l’hanno posta al centro delle vicende giudiziarie di plagi musicali. Inoltre, sulla base di quanto riportato da molteplici fonti di informazione, la cantautrice avrebbe iniziato a lavorare ad un nuovo album e sarà, prossimamente, in tour, anche in Europa, per esibirsi con i brani del contestato album “Future Nostalgia”.
Un’eventuale pronuncia da parte delle Corti di merito potrebbe, tuttavia, precludere alla celebre cantante britannica la possibilità di condividere con i propri fans alcuni dei successi mondiali collezionati con il suo ultimo disco in quanto canzoni copiate, anche se, come già avvenuto in casi analoghi, la via di una composizione stragiudiziale delle vicende sembra poter essere lo scenario maggiormente probabile.



