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25 Maggio 2023“Non lo posso sopportare, questo silenzio innaturale” cantava il vincitore del Festival 2020 Diodato sul palco di Sanremo, inconsapevolmente delineando le parole più adatte a descrivere i sentimenti degli utenti delle piattaforme dipendenti dal colosso Meta, quando, effettuato l’accesso, in particolare ad Instagram, il 16 marzo scorso, si sono ritrovati senza la possibilità di pubblicare contenuti a cui associare l’ampio repertorio di brani musicali amministrato da SIAE. Ancora più colpiti dalla novità sono stati, inoltre, i content creators, i quali hanno scoperto come ciascuno dei propri reels precedentemente caricati sulla piattaforma fosse rimasto privo non soltanto del background musicale, ma altresì della registrazione della propria voce.
La ragione della modifica è da localizzare nell’escalation della tensione nei rapporti fra la multinazionale guidata da Mark Zuckerberg e la Società Italiana degli Autori ed Editori a seguito della scadenza, avvenuta nel dicembre dello scorso anno, del contratto di licenza avente ad oggetto i contenuti successivamente rimossi. Peraltro, oltre ad essi, META ha contestualmente proceduto alla rimozione delle canzoni del catalogo Soundreef, ente di gestione indipendente fondato a Londra, ma con sedi principali in Italia, il quale ha indicato di essere pronto ad esperire azioni legali con riferimento a tale decisione, ritenendosi del tutto estraneo alle vicende alla base della stessa.
In un comunicato stampa diffuso proprio nella giornata clou di marzo, SIAE evidenziava di non accettare “imposizioni da un soggetto che sfrutta la sua posizione di forza per ottenere risparmi a danno dell’industria creativa italiana” sottolineando come “la decisione unilaterale di Meta di escludere il repertorio SIAE dalla propria library lascia sconcertati gli autori ed editori italiani”. L’ente ha, inoltre, reso noto che “a SIAE viene richiesto di accettare una proposta unilaterale di Meta prescindendo da qualsiasi valutazione trasparente e condivisa dell’effettivo valore del repertorio […] unitamente al rifiuto da parte di Meta di condividere le informazioni rilevanti ai fini di un accordo equo” in una prospettiva di pieno contrasto con i principi della Direttiva Copyright. Fra gli obiettivi fondamentali di tale testo normativo, ossia la Direttiva (UE) 2019/790 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale, recepita in Italia con il d.lgs. n. 177/2021, vi è proprio l’orizzonte di riduzione del cosiddetto “value gap” insito nel rapporto fra, da un lato, gli intermediari delle società attive nel suddetto mercato digitale e, dall’altro, coloro che producono in prima persona i contenuti diffusi all’interno di tale mercato. Nell’ottica di ricerca di una remunerazione che sia “adeguata” e “proporzionata” per autori ed artisti, la proposta di flat fee, non in grado di riflettere l’effettivo valore dei contenuti, dovrebbe essere inserita esclusivamente in circostanze eccezionali ed esaustivamente motivate.
La volontà di SIAE rispetto al mantenimento di una posizione solida e coerente è stata, successivamente, dimostrata sia dalla partecipazione all’audizione richiesta dalle Commissioni Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, nonché Cultura, Scienza e Istruzione, sia dalla segnalazione effettuata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Tale autorità indipendente, all’esito dell’istruttoria condotta, ha emesso un provvedimento con il quale dichiara come le condotte integrino “un abuso di dipendenza economica ai sensi dell’art. 9 della Legge n. 192/1998, così come novellato dalla legge n. 118/2022 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021), posto in essere da Meta nei confronti di SIAE” tenendo in considerazione sia il rifiuto di fornire a SIAE le informazioni necessarie per il corretto svolgimento delle negoziazioni in conformità ai principi di trasparenza ed equità, sia l’indebita interruzione delle stesse. All’esito della disamina, l’AGCM ha, dunque, imposto tramite un procedimento cautelare a Meta il ripristino immediato delle trattative, nonché, successivamente all’autorizzazione da parte di SIAE, della disponibilità di contenuti musicali sino alla conclusione delle medesime, oltre all’individuazione di un fiduciario in caso di disaccordo fra le parti.
“Oggi si apre una nuova pagina nella storia dei rapporti tra questa grande piattaforma tecnologica e il diritto d’autore nazionale” è stato il commento del Presidente di SIAE Salvatore Nastasi in merito ad una vicenda che ha le potenzialità di condurre a conseguenze di ampio respiro in una molteplicità di ambiti, dalla tutela dei diritti di utilizzazione economica in ambito privatistico all’interno dell’industria musicale alla regolazione pubblicistica dei rapporti fra enti nel contesto dell’orizzonte antitrust.

