I titoli di proprietà industriale scadono?
19 Gennaio 2022Quali caratteristiche deve avere un disegno industriale per essere registrato?
19 Gennaio 2022Il disegno industriale potrebbe essere riconosciuto sotto forma di altri diritti di proprietà industriale e godere così di ulteriore tutela e diritti di sfruttamento. Nel caso esso presenti delle particolari caratteristiche funzionali potrebbe essere protetto dal diritto industriale come modello di utilità e godere della tutela brevettuale; oppure nel caso questo presenti un carattere di per sé creativo ed un valore artistico il suo autore può richiedere la protezione dell’opera sotto la normativa del diritto d’autore e copyright.
Il modello di utilità è contemplato nell’art. 82 del Codice di Proprietà Industriale:
“Possono costituire oggetto di brevetto per modello di utilità i nuovi modelli atti a conferire particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego a macchine, o parti di esse, strumenti, utensili od oggetti di uso in genere, quali i nuovi modelli consistenti in particolari conformazioni, disposizioni, configurazioni o combinazioni di parti.”
Consiste perciò in una miglioria applicata alla forma del prodotto o di parte di esso, finalizzata ad accrescerne l’efficacia d’uso, seppur manca dell’alto contenuto di inventività che lo distingue dall’invenzione. Per questo motivo la tutela sui modelli di utilità può essere richiesta attraverso una particolare tipologia di brevetto diversa dal brevetto per invenzione industriale ma rilasciato dallo stesso Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) e ha una durata di 10 anni dalla data di deposito della domanda, rinnovabile a scadenza.
Il brevetto dei modelli di utilità fornisce al loro titolare il diritto di esclusività e lo autorizza a impedirne la contraffazione, la vendita e qualsiasi altra attività da parte di terze persone finalizzata allo sfruttamento economico senza autorizzazione.
L’iter per il rilascio del brevetto per modello di utilità è più breve rispetto a quello per invenzione, in quanto la domanda viene sottoposta a un solo esame formale per valutarne i requisiti e non prevede la ricerca di novità da parte dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (come invece avviene per le invenzioni). Questi i costi da sostenere: 50 euro per la tassa di deposito online e 120 euro per quello cartaceo, in caso di rinnovo la tassa ammonta a 500 euro.
Si parla invece di diritto d’autore quando la tutela è richiesta per un’opera che sia dotata dei seguenti requisiti:
- Creatività
- Valore artistico
- Originalità
- Novità
- Esteriorità, cioè la possibilità di percepire l’opera
L’art. 2575 del Codice Civile e l’art. 1 della Legge sul Diritto d’Autore, forniscono una definizione delle opere che possono essere tutelate con il diritto d’autore, mentre l’art. 2 riporta un elenco esaustivo della tipologia di opere a cui fare riferimento.
Spesso si fa confusione tra diritto d’autore e copyright utilizzandoli come sinonimi anche se presentano delle sostanziali differenze tra loro: entrambi sono strumenti a tutela delle opere creative, ma il diritto d’autore viene utilizzato a livello nazionale e riconosce al creatore dell’opera sia un diritto di tipo morale (che protegge l’opera fin dal momento in cui è stata realizzata a prescindere se questa verrà pubblicata o meno), che un diritto patrimoniale che gli consente di sfruttare economicamente l’opera. Il copyright invece (di origine anglosassone) offre la sua tutela solo in merito alla parte economica del diritto d’autore e solo a seguito del deposito e della registrazione dell’opera.

