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19 Gennaio 2023Desiderava essere il simbolo del Natale, la mascotte per questa festività. Invece, nella prospettiva dell’Ufficio Marchi statunitense, più che una potenziale versione femminile e moderna di Babbo Natale, è diventata il Grinch, pronta a rubare la magia del Natale, o meglio, il suo marchio.
La cantante Mariah Carey, originaria di New York, ha una lunga carriera alle spalle, durante la quale ha collezionato hit, scalato le classifiche e vinto ben cinque Grammy Awards. Il vero successo, tuttavia, è stato raggiunto nell’ottobre del 1994 con il singolo “All I want for Christmas is you”, reso celebre in tutto il mondo, incluso in molteplici film (come non ricordare la recita scolastica di Sam in “Love Actually”) e ormai da decenni ai primi posti fra le canzoni più suonate in radio e negozi nel periodo natalizio.
Ben consapevole del successo planetario della canzone, Carey non ha mai nascosto l’intenzione di cavalcarne l’onda, non fermandosi alla pubblicazione di ben due album dedicati alle canzoni natalizie intitolati “Merry Christmas” e “Merry Christmas II”, ma iniziando, nel 2014, un tour mondiale proprio dal titolo “All I Want for Christmas Is You: A Night of Joy and Festivity”.
Decisa ad ampliare la propria egemonia e ad ottenere una tutela giuridica del proprio “ruolo”, nel 2021 Carey ha depositato di fronte all’Ufficio Marchi statunitense la domanda di marchio nazionale n. 90571927 per il segno denominativo “Queen of Christmas”, la quale rivendicava prodotti nelle classi 3, 9, 10, 14, 16, 18, 21, 25, 28, 29, 30, 32 e 33, nonché servizi nelle classi 35, 38 e 41 della Classificazione di Nizza. Tramite la società Lotion LLC, titolare della suddetta domanda, sembra che Carey intendesse utilizzare il marchio al fine di identificare sul mercato una molteplicità di prodotti, fra cui profumi, trucchi, gioielli e persino giocattoli per animali, nonché tutti i servizi ad essi collegati.
Successivamente al deposito della domanda, da più parti – e, in particolare, da più di un collega della stessa artista, tra cui Darlene Love, battezzata da David Letterman proprio come “Queen of Christmas” – sono piovute critiche con riferimento ad un’iniziativa di questo tipo. In particolare, nell’ambito della procedura di opposizione, conclusasi dinanzi al Trial and Appeal Board, le controparti hanno sostenuto la linea argomentativa secondo la quale la registrazione del marchio avrebbe comportato un monopolio ingiustificato sulla dicitura “Queen of Christmas”, con la conseguenza che a qualunque altro soggetto sarebbe stato impedito di creare musica e “arte” utilizzando tale locuzione. In particolare, a depositare l’opposizione è stata l’artista Elizabeth Chan che, a differenza di Carey, ha sempre e solamente pubblicato canzoni dedicate al periodo festivo, senza, tuttavia, mai raggiungere la notorietà globale di Mariah.
È indiscutibile, infatti, che la medesima possa essere riconosciuta o associata alla festa natalizia, tuttavia il suo successo e la conseguente fama sono sufficienti a concederle il diritto di registrare come marchio una locuzione relativa ad un concetto che sembra essere descrittivo anziché distintivo? La risposta fornita è, solitamente, negativa poiché, nel caso in cui si concedesse la registrazione di un termine “generico”, nessun altro nella stessa industria potrebbe utilizzarlo e, dunque, si raggiungerebbe – come peraltro sostenuto da Chan nelle proprie memorie – un ingiustificato monopolio sui prodotti e servizi rivendicati.
Il Board ha condiviso la posizione dell’opponente, affermando nella propria decisione che una festività come il Natale, pilastro della religione e della culturale occidentale, non può essere associata, nella prospettiva del Diritto Industriale, a una sola persona fisica. L’eventuale monopolio, infatti, non riguarderebbe soltanto il mondo della musica, ma anche tutti i domini a cui fanno riferimento i prodotti e servizi rivendicati. Dunque, l’impedimento sembra essere stato slegato da qualsiasi valutazione in relazione alla fama delle due artiste, dal momento che il Board non si è espresso sul punto, preferendo fermarsi alla precisazione secondo la quale nessuno possa ottenere una registrazione di marchio per un segno con le caratteristiche di “Queen of Christmas”.
Carey non ha rilasciato dichiarazioni in merito al rifiuto della registrazione, ma dai movimenti più recenti sembra che non abbia completamente abbandonato il percorso intrapreso. Infatti, ha pubblicato un libro intitolato “The Christmas Princess”, con la prospettiva di commercializzare prodotti da bagno e per il corpo con tale segno. Nonostante le indicazioni dell’USPTO siano state abbastanza chiare, quindi, sembra che la cantante non voglia arrendersi e, in un futuro non lontano, una nuova domanda di marchio a lei collegata potrebbe vedere la luce.


