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10 Febbraio 2022Lo scorso 26 gennaio Brand Finance, la principale società di consulenza per la valutazione degli asset intangibili, ha pubblicato il report che conduce ogni anno attraverso oltre 5mila valutazioni finanziarie in tutti i settori.
Il rapporto del 2022 consta che, anche a causa della pandemia, il settore dell’intrattenimento digitale – e di conseguenza i marchi relativi ai social media e ai servizi di streaming, è cresciuto con percentuali esorbitanti. In particolare, il marchio TikTok è quello in più rapida crescita al mondo, attestando il proprio valore (inizialmente di circa 19 miliardi di dollari) a circa 59 milioni di dollari, con un aumento di circa il 215%, che lo posiziona al diciottesimo posto nella classifica dei 500 marchi di maggior valore al mondo.
Altri prodotti del settore che hanno subito una forte crescita sono le piattaforme di streaming, ad esempio Netflix (+18%), Disney Plus (+11%) e Youtube (+38%).
Al contrario, i marchi “tradizionali” dell’industria, come Warner Bros (addirittura -33%), sono stati tra i più colpiti, specialmente nel confronto con le valutazioni pre-Covid.
La classifica generale ha visto Apple conservare il titolo di marchio con più valore in assoluto, aumentando del 35% il suo valore e raggiungendo la valutazione record di 355 miliardi di dollari. Seguono Amazon, che ha aumentato il suo valore del 38% (fino a raggiungere 350,3 miliardi di dollari) e Google, anch’esso con un aumento del 38% (pari a circa 263,4 miliardi di dollari).
Le quotazioni dei primi tre marchi al mondo sottolineano che, ancora una volta, il settore tecnologico è quello che detiene il valore più significativo, raggiungendo una valutazione totale di circa 1300 miliardi di dollari. La situazione pandemica non ha fatto altro che accentuare l’importanza che il settore tecnologico sta acquisendo: nella classifica sono infatti presenti ben 50 marchi tech.
Un altro settore che ha subito una rapida ascesa data la crisi Covid è quello farmaceutico: negli ultimi due anni sono diventati 8 i marchi presenti in classifica, con un aumento di valore complessivo del 94% (tradotto in circa 54 miliardi di dollari).
Naturalmente i marchi dei produttori di vaccini sono quelli che hanno registrato gli aumenti più evidenti: ad esempio Johnson & Johnson ha aumentato la sua quotazione del 24%, pari ad un valore di circa 13,4 miliardi; AstraZeneca è stato il titolo con la più rapida crescita (+77%, equivalente a 5,6 miliardi), seguito da Pfizer (+58%, pari a circa 6,3 miliardi).
A livello nazionale, Stati Uniti e Cina hanno continuato a dominare il mercato, detenendo i 2/3 del valore dei marchi presenti in classifica; l’India invece è il paese che ha visto la crescita più veloce nel corso della pandemia, pari al 42% di aumento del valore dei propri marchi.
E l’Italia? Il valore complessivo è pari a circa l’1,1% del totale e deriva quasi tutto dagli unici 9 brand presenti in classifica: Gucci, Enel, Eni, Intesa San Paolo, Generali, Ferrari, Poste Italiane, Tim e Conad.
Ad eccezione di Ferrari, che ha perso il 13% del suo valore (circa 8 miliardi), tutti gli altri 8 marchi hanno aumentato le loro quotazioni – anche rispetto ai valori pre-Covid.
In questo articolo, Massimo Pizzo, Managing Director Italia di Brand Finance, ha dichiarato che “i marchi italiani di grande valore sono pochi ma dimostrano quasi sempre una grande forza; diversamente quelli di media o piccola dimensione risultano in molti casi meno attenti al branding dei concorrenti, questo rende più difficile fare business e li costringe a focalizzarsi troppo sul prezzo”.



