Reddito agevolabile nel Patent Box: documentazione da inviare per l’esercizio dell’opzione
1 Agosto 2019Sistema Safety Tutor: la sicurezza stradale non è brevettabile
19 Agosto 2019La Suprema Corte di Cassazione, seconda sezione penale, con la sentenza 31279/2019 del 16 luglio 2019, ha ribadito il principio di diritto in forza del quale il delitto di contraffazione previsto e punito dall’art. 474 c.p. è volto a tutelare, in via principale e diretta, non tanto la libera determinazione dell’acquirente, ma la pubblica fede, intesa come affidamento dei cittadini nei marchi o segni distintivi, che individuano le opere dell’ingegno o i prodotti industriali e ne garantiscono la circolazione. Ne consegue che – trattandosi di reato di pericolo e non risultando necessaria, ai fini della sua integrazione, la realizzazione dell’inganno – non potrà operare a beneficio del reo l’istituto giuridico del reato impossibile anche nel caso in cui la grossolanità della contraffazione e le condizioni di vendita siano tali da escludere la possibilità che gli acquirenti siano effettivamente tratti in inganno.

